giovedì 15 maggio 2008

camminante

Guardo la gente che mi cammina a fianco. Sembriamo in gita così vicini e veloci. Abbiamo tutti la stessa cavalcata spiccia e ci muoviamo in sincrono come una scolaresca, anche se nessuno ride e nemmeno ci si parla. Siamo degli sconosciuti educati e manteniamo le distanze, sebbene ci si sfiori gomito a gomito. Però è lecito guardarsi la schiena gli uni con gli altri. Cerco di indovinare i volti oltre quelle spalle ondeggianti, oltre gli zaini e le borse di coccodrillo. E’un esercizio fine a sé stesso, non avrò mai conferma delle mie fantasie. Siamo tutti ombre leggere. Operai e commesse e studenti, badanti, imprenditori, casalinghe, dentisti e muratori. Tutti mi scivolano vicino come vento e non mi toccano. Quando si arriva all’incrocio davanti alla stazione siamo sempre in troppi a voler attraversare. Stiamo schierati ai due lati della strada come eserciti pronti allo scontro, da una parte chi è appena sceso dal treno, dall’altra chi si affretta per salirci. Il semaforo è rosso e noi ci guardiamo in faccia. A tranciare i nostri sguardi lampano e stordiscono le automobili in corsa. Quando scatta il verde, ma spesso anche prima che scatti, iniziamo a muoverci incontro dalle rispettive postazioni. Li vedo compatti arrivarmi addosso e aspetto l’impatto. Stringo le spalle per assorbire il colpo e guardo l’asfalto. Avanzo a piccoli scarti per non intralciare le traiettorie dei miei compagni anonimi compagni di marciapiede. Aspetto l’urto e l’urto non arriva mai. I guerrieri dei due schieramenti si corrono incontro, si infilano gli uni negli spazi vuoti lasciati dagli altri, le fila si frangono. Ci si compenetra e ci si oltrepassa. Dello scambio mi rimane addosso il vento.

9 commenti:

Paolo Franchini ha detto...

Mi sorprendi cosi' con un blog ben scritto e con un concorso ben fornito? Ti ho linkata (rabbrividisco), fallo anche tu! Dai!

Mi presenti mica quelle che hanno l'1% al concorso?

Anonimo ha detto...

Franchini, orsù, metta almeno uno sbarramento del 4%...

Franz ha detto...

parole vive, vere, pungenti.
Complimenti per il blog.
Ti abbraccio, Fra.

Franz ha detto...

forse il fatto che adori casablanca o amarcord, o il modo che hai di scrivere e di vedere il mondo, o che ascolti gli after, battiato e capossela... non lo so come ti ho trovato, so solo che ti ho trovato.
E' così fondamentale come ci si incontra nella vita?!

Cmq anch'io ho due piante grasse, una fa anche i fiori rossi!^^

Franz ha detto...

Ma ti ho mai detto che ho una casa nei pressi di Ferrara?!
No, forse non te l'ho detto. Non è proprio nei pressi, ma quasi. E' vicina ad Occhiobello.
Come stai!?
Io, oltre la figuraccia di stamane con la vicina di casa, tutto bene.
Vado che non vorrei bruciare lo spezzatino, ti abbraccio

Franz ha detto...

ma pensa un pò! io ci vado solo ogni tanto a trovare mia nonna, poi solitamente faccio anche un giro per il centro di Ferrara, tu non passi mai da qui!?
Ti abbraccio, ieri non ho seguito la partita perchè ho aspirato la macchina che faceva schifo e subito dopo sono uscito a cena con V. (ristorantino dove ho mangiato come un porco:D)
Ti abbraccio, oggi è un sabato tipicamente grigio, silenzioso, immobile.

antonio lillo ha detto...

cos'è esattamente una mosaicista di verdure?

mi piace il tuo blog, discreto, essenziale, senza tutta quella esagerazione di foto che sembra di guardare la tv... bella scrittura poi, proprio bella, asciutta ma evocativa...

complimenti, ho apprezzato soprattutto il post sul kebab...

poi la smetto perchè qui mi sembra che tutti ti stiano facendo la corte e non mi va di unirmi al gruppo (anche se forse l'ho già fatto :-)...

ciao

Franz ha detto...

Vieni a Milano?!:D
Domattina ho un esame, poi dovrò andare in giro con Lei che vuole comprare tutte le stronzate per il campeggio.. :)
Forza dai! Non mollare! Io ho sempre amato l'intensità anche se difficile da reggere, mi sembra di non buttare via nemmeno un ora della mia vita!
Ti abbraccio forte, io sarò in città studi domani ma se magari passi per il centro ci vediamo per un caffè!
Bacino!

Jair ha detto...

Oggi, mentre percorrevo Rua Nova do Almada mi sono messo a osservare le spalle di un uomo che camminava davanti a me. [...] All'improvviso ho provato per quell'uomo una sensazione simile alla tristezza. [...] La sensazione è stata identica a quella che ci assale in presenza di qualcuno che dorme. Tutte le creature che dormono sono nuovamente bambini. Forse perchè nel sonno non si può fare del male e non ci si accorge della vita per una naturale magia, anche il peggior criminale o il più assoluto egoista nel sonno diventano sacri. Credo non ci sia differenza tra uccidere un bambino e uccidere qualcuno che dorme.
E le spalle di quest'uomo dormono. Tutto lui, che cammina davanti a me con un passo uguale al mio, dorme. Cammina incosciente. Vive incosciente. Dorme, perchè tutti dormiamo. Tutta la vita è un sonno. [...]
Ciò che provo in questo momento è un umanitarismo diretto, senza tesi e senza ideali: una tenerezza come un dio che guarda. [...]
Distolgo gli occhi dalle spalle dell'uomo che mi precede e guardando tutti coloro che camminano in questa strada, tutti li abbraccio con nitore nella medesima tenerezza assurda e fredda che mi è giunta dalle spalle di colui che non sa e che io seguo.

F.Pessoa - Il libro dell'inquietudine